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Il tetto

giugno 12th, 2012

Dormire in mansarda è molto romantico. Stamattina siamo stati svegliati dal temporale, la pioggia picchiava furibonda sulle nostre teste e, visto che incautamente avevamo lasciato aperto il lucernario, ho avuto pure l’impressione che ci arrivassero degli spruzzi, manco fossimo in riva al mare. Le gatte si sono ritirate sotto il lenzuolo, perché non si sa mai e Mela, il cane fifone, è salita e si è infilata sotto il letto (ha appreso le tecniche dai terremotati).

Il gatto vagabondo ormai non torna neanche in caso di tempesta. Forse ha un’altra casa, un’altra vita di cui non sappiamo niente. Un riparo nei momenti difficili che non siamo più noi. Quando torna, mica tutti i giorni, atterra pesantemente sul balcone e entra in casa miagolando.

Tutto questo non c’entra con la pioggia, va bene.

Di cose che son cambiate e di altre che ne cambieranno

giugno 11th, 2012

Sono stata per un po’ una blogger disoccupata e ora non lo sono più. Collaboro al nuovo Linsolito, curando in particolare, con due amici, un blog/rubrica che non parla di scrittura. Lo stiamo costruendo un pezzo per volta, come si fa con i mattoncini del lego e presto sarà il galeone dei pirati, potete giurarci.

Per Linsolito poi scrivo recensioni, anche se per il momento non ne ho ancora scritta una. Ma lo farò.

Delle altre cose che cambieranno, vi dirò. Mancano ancora alcuni giorni :D

Scivolo

giugno 11th, 2012

Ho l’impressione che sarebbe bello scivolare in un mondo senza orari, senza doveri, senza programmi. Un mondo dove ripetutamente fare le stesse cose, giorno dopo giorno, senza variazioni.

Un mondo dove la routine non è noia, ma vita; un mondo prevedibile e sempre controllabile, ma senza sforzo, senza un impegno che superi la soglia minima.

Io non vivo in un mondo così. E mai ci vivrò. Forse se ci vivessi, non vorrei nemmeno starci. Però oggi mi piacerebbe provare.

Pelle

maggio 25th, 2012

Che io non scriva più qui è una realtà. Un’altra è che sono in pieno stato d’ansia e che scriverlo è l’unico modo di dominarlo. Non racconto del sogno della zecca e poi quello della sella e dell’oppressione che mi rende difficoltosa la respirazione.

Racconto il perchè. Giulia Meli è un periodo della mia vita che non rinnego, ma che in un angolo della mia testa considero chiuso.

Pure la mia vita di blogger per un po’ sembrava chiusa e invece a breve riprende, con un progetto brand new (avrei detto nuovo di zecca, ma la zecca mi ossessiona), con amici nuovi (e anche qualcuno datato).

L’altro giorno una persona che ammiro ha detto delle cose di me. Se non facessi il conto con quel giudizio sarei pazza, o sconsiderata, o tutt’e due. ma farci il conto e muovermi di conseguenza implica un ripensamento dei miei programmi e io per una roba così vado in crisi. Non vuol dire che non sia contenta, pure elettrizzata ecc… è che quello è un passo successivo. adesso è il momento del panico (mi spiace per chi mi sopporta). Tant’è che quella persona di cui sopra ha costruito una frase con una doppia negazione: è un buon modo per lasciare che mi angosci a volontà, no?

Quindi ora mi faccio un tuffo nei patemi d’animo, lanciatemi un salvagente se potete (ogni metafora, sapete, è casualmente voluta).

 

Bugia

aprile 8th, 2012

L’altro giorno ho mentito. Ho detto che non ho scritto niente, e invece ho scritto questo racconto.

La prima versione aveva un altro titolo, era decisamente più corto e il mio “gruppo di lettura” aveva avuto una reazione incoraggiante. Ora credo che sia migliorato, ma, se avrete la pazienza di leggerlo, ditemi cosa ne pensate.

L’Autani

Questa è la prima versione: se quella sera

Tanto

aprile 6th, 2012

Alle volte mi pare di essermi impegnata tanto, di essermi arrabbiata tanto, di aver lottato tanto, solo per scoprire quanto sia bello dire: “Sai che c’è? Che mi sono rotta. CIAO”.

è un senso di liberazione che mi accompagna anche nei giorni di pioggia.

Memory

aprile 5th, 2012

Senza timore di essere smentita: ho una memoria poderosa. Me ne vanto. Non mi ero mai accorta, però, fino a che punto questo pregio potesse essere anche un limite. Adagiandomi sul comodo triclino che la natura mi ha regalato, non ho mai pensato, per esempio, che gli intrecci e le idee di narrazione che mi saltavano in testa dovessero essere appuntate. E poi sviluppate, su un quadernetto, nei momenti vuoti della giornata (sul tram, per esempio). Non avendo mai avuto questa prospettiva (tanta memoria e poco acume, evidentemente), mi accorgevo di avere tanti incipit sul mio netbook, alcuni buoni, tutti fermi.

Poi mi iscrivo qui e il nostro insegnante ci dice di non scrivere. Non scrivere fino a che non hai completato tutto il processo di immaginazione. E io non scrivo niente, a parte appunto sul mio quadernetto di appunti ogni mattina sul 9.

Però mi accorgo che ogni volta dall’idea di partenza ne salta fuori un’altra, e poi un’altra ecc…

Presto per dire se funziona, ma di certo è divertente!

Fast forward

aprile 3rd, 2012

In questi giorni rifletto sugli incroci passato e presente. Su come il passato rimane nel presente, su come il presente sia frutto delle scelte del passato, su come il passato non si possa cambiare nel presente.

Un po’ pure Matthaus che gira imbolsito con una fidanzata volgarotta per le vie di Milano ha a che vedere con questi pensieri che si contorcono come i capelli di Medusa.

Più ci rifletto, meno capisco dove voglio andare, però mi sembra un viaggio interessante.

Corollario di cose già dette

marzo 28th, 2012

Non è quello che racconti, ma è come lo racconti.

Anche no. Una Verità scaduta per raggiunti limiti di età.

 

Storie scritte

marzo 23rd, 2012

Oggi il mio migliore amico compie trent’anni.

Devo fare una precisazione: uso l’espressione migliore amico nello stesso modo con cui si usa l’espressione cantautore, cioè con un riferimento forte ad un periodo e a un certo modo di intendere la figura del cantautore. Insomma se tu pensi ai cantautori pensi a De Gregori, Guccini e De Andrè e non a Kekko dei Modà (che pure i suoi testi li scrive).

Ora rapportando la definizione del cantautore sul mio migliore amico, è evidente che non è il  mio migliore amico ora e non lo è da anni (non è stato alla mia laurea, nè io alla sua; non è stato al mio matrimonio, nè io sarò al suo il giorno in cui questo avverrà, se avverrà).

Perchè io sono così e quando chiudo una porta è difficile che sappia mantenere una via di comunicazione – tipo dalla finestra – e quando anche ci provo è sempre uno sforzo e l’altro se ne accorge. In questo lungo anno, quello dei trenta appunto, con questo mio limite ci ho fatto a pugni e le ho prese parecchio e non siamo ancora arrivati ai punti. Non ci arriveremo mai, penso, ma ci convivo.

Io, comunque del mio migliore amico che oggi compie trent’anni, so tante cose (e alcune saranno scadute forse per raggiunti limiti di età) e so per esempio che non gli piacciono molto gli auguri indotti. Da ragazzi, il giorno del suo compleanno si rintanava incasa per vedere quanti si sarebbero ricordati di fargli gli auguri.

Quindi stamattina gli ho scritto:

Auguri!
Me ne sono ricordata stamattina, scendendo dal tram, non grazie a FB.
Tantissimi auguri, ti voglio bene
….

PS: dalla mia esperienza, sarà un lungo anno.

Ho scritto solo cose vere.


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