Oggi il mio migliore amico compie trent’anni.
Devo fare una precisazione: uso l’espressione migliore amico nello stesso modo con cui si usa l’espressione cantautore, cioè con un riferimento forte ad un periodo e a un certo modo di intendere la figura del cantautore. Insomma se tu pensi ai cantautori pensi a De Gregori, Guccini e De Andrè e non a Kekko dei Modà (che pure i suoi testi li scrive).
Ora rapportando la definizione del cantautore sul mio migliore amico, è evidente che non è il mio migliore amico ora e non lo è da anni (non è stato alla mia laurea, nè io alla sua; non è stato al mio matrimonio, nè io sarò al suo il giorno in cui questo avverrà, se avverrà).
Perchè io sono così e quando chiudo una porta è difficile che sappia mantenere una via di comunicazione – tipo dalla finestra – e quando anche ci provo è sempre uno sforzo e l’altro se ne accorge. In questo lungo anno, quello dei trenta appunto, con questo mio limite ci ho fatto a pugni e le ho prese parecchio e non siamo ancora arrivati ai punti. Non ci arriveremo mai, penso, ma ci convivo.
Io, comunque del mio migliore amico che oggi compie trent’anni, so tante cose (e alcune saranno scadute forse per raggiunti limiti di età) e so per esempio che non gli piacciono molto gli auguri indotti. Da ragazzi, il giorno del suo compleanno si rintanava incasa per vedere quanti si sarebbero ricordati di fargli gli auguri.
Quindi stamattina gli ho scritto:
Auguri!
Me ne sono ricordata stamattina, scendendo dal tram, non grazie a FB.
Tantissimi auguri, ti voglio bene
….
PS: dalla mia esperienza, sarà un lungo anno.
Ho scritto solo cose vere.